Lebluba لبلوبا
Friday, October 26, 2012
Tuesday, August 7, 2012
marocco del nord: delizie per il palato
E io ho visto il delicato evolvere del processo che trasforma il cereale appena colto in grani di semola pronti per la cucina: ho visto le mani delle donne che ancora oggi con professionalità e passione tramutano la materia prima in manicaretto da gustare. Sono le mani delle donne marocchine della Cooperativa femminile Messdakia, sita a Ouezzane, una delle tappe previste dall’itinerario Marocco del Nord dell’Agenzia Viaggi Solidali. Mentre loro setacciano, in cucina le couscoussiere - pentoloni metallici a due piani - sono già sul fuoco: in basso, verdura e carne esalano un vapore profumato di spezie che va a bollire i grani di semola, sistemati al piano alto in un’altra pentola traforata.
Più tardi, comodamente seduti su fresche stuoie artigianali, ci si ritrova tutti intorno all’enorme piatto di terracotta, intenti ad assaporare un gusto le cui origini si perdono nella notte dei tempi: furono infatti gli Imazighen, i popoli berberi delle montagne del Nord Africa, i primi a mescolare i cereali con l’acqua, dando vita al couscous, poi diffusosi in tutto il bacino del Mediterraneo.
E dulcis in fundo, difficile rinunciare ai dolcetti tipici arabi, accompagnati da quella che in Marocco è la bevanda per eccellenza: il dolce e profumato tè alla menta. Servito bollente, nei colorati bicchierini elegantemente decorati, rappresenta per i marocchini un vero e proprio rito, al quale sarebbe davvero un peccato sottrarsi. Meglio non trascurare l’opportunità di questo viaggio.
Tuesday, July 24, 2012
il marocco del nord: un tappeto di colori
Monday, September 12, 2011
Saturday, August 13, 2011
Wednesday, August 3, 2011
Monday, July 25, 2011
sopravvivenza
senza troppo scalpore
m'innamoro d'idee
ideando d'amore
in concreto vorrei
sopraffare il dolore
perché penso altresì
che chi immagina
non muore.
invito
a mezzanotte e tre?
lo so non vuoi
ma in fondo perché poi?
domani allora dai
oppure il dì seguente
ché poi non si sa mai
ti penti amaramente
che cosa ti allontana
da tal lieto connubio?
par sì una tramontana
ma è pur dolce tripudio
la caffettiera intanto
è già qui che ti aspetta
desidero soltanto
che tu mi manometta.
Per ora senza titolo
l'anim mio
errante in cerca di sfaccettature
poi si ritrova qui nudo a carponi
ad alleviar le pene dei signori.
(maggio 2011)
YOGA SUL TETTO AL TRAMONTO
contorno a profili montani
d'un tratto due gocce piovane
su noi per un poco più umani.
Thursday, May 5, 2011
Wednesday, December 29, 2010
boezio - de consolatione philosophiae
di applicare rimedi
che non di emettere lamenti
Friday, December 24, 2010
Thursday, December 23, 2010
Amel Musa
Thursday, December 9, 2010
Tuesday, December 7, 2010
also sprach Zarathustra
di prossima lettura..

Irvin D. Yalom
Le lacrime di Nietzsche

E' un giorno di ottobre del 1882 e Josef Breuer, quarantenne geniale psichiatra, medico personale a Vienna di artisti e filosofi come Brahms, Brücke e Brentano, è al Caffè Sorrento in compagnia di una giovane donna che non conosce, ma che ha avuto l’impudenza di convocarlo nel rinomato caffè veneziano per una ««questione di estrema urgenza» in cui ne andrebbe addirittura del «futuro della filosofia tedesca».
La donna si chiama Lou Salomé ed è di inusuale bellezza: fronte poderosa, mento forte, scolpito, luminosi occhi azzurri, labbra piene e sensuali, capelli biondo argento indolentemente raccolti in una crocchia che le lascia scoperte le orecchie e il lungo collo aggraziato.
Nonostante la temperatura pungente del mattino, si è tolta il manto di pelliccia e, guardandolo direttamente negli occhi, con voce ferma gli ha detto di temere per la vita di un suo caro amico: Friedrich Nietzsche, il pensatore tedesco che, secondo Richard Wagner, ha «regalato al mondo un’opera senza pari». Poi, posando leggermente la mano guantata sulla sua, ha aggiunto che il filosofo è in preda a una profonda prostrazione. Uno stato che si manifesta con una moltitudine impressionante di sintomi: emicrania, parziale cecità, nausea, insonnia, febbri, anoressia, e che lo porta ad assumere pericolose dosi di morfina...
Così, attraverso la voce della musa della Vienna fin de siècle, Josef Breuer, stimato medico ebreo, futuro padre della psicanalisi, uomo dal comportamento ineccepibile e, tuttavia,oppresso anche dai legami e dalle convenzioni della vita borghese e matrimoniale e profondamente turbato dalla bella Bertha, sua paziente da due anni, apprende della disperazione estrema di colui che diverrà il suo piú illustre paziente. Breuer, infatti, sottoporrà il filosofo alle sue cure, basate sulla convinzione che la guarigione del corpo passi attraverso quella dell’anima. E tra lui e Nietzsche, nel corso di numerose sedute, si instaurerà un dialogo serrato e coinvolgente durante il quale Breuer cercherà invano di arrivare alle radici del male oscuro del filosofo e di indurlo ad aprirgli il cuore. Soltanto alla fine, avrà l’idea risolutiva: vestiti i panni del paziente e confessando tormenti, pene e preoccupazioni a Nietzsche, riuscirà a infrangerne l’impenetrabile isolamento e a provocare in lui una liberatoria catarsi emotiva.












